IGOR D’INDIA

Sin da ragazzino ho sempre cercato storie e avventure.
A 17 anni ho cominciato a viaggiare in Europa prestando servizio come volontario in associazioni che lavorano con ragazzi disabili.
Scosso dall’attacco terroristico di Beslan, in Ossezia del Nord (2004), ho seguito l’indagine indipendente del giornale Novaja Gazeta sul coinvolgimento del governo russo nella strage e ho girato il documentario inchiesta “Le finestre di Beslan”.
2007 Ho realizzato un reportage nel Sahara Occidentale per Peacereporter, sui nomadi del Polisario: la regione occupata militarmente dal Marocco.
2009-2010 Ho filmato le peripezie del “Team Est” al Mongol Rally e all' Africa Rally su una Fiat Y10 del 1989, realizzando “The Y10 Diaries ” premiato come Miglior Film 2010 al The Adventurist Film Festival di Londra.
2010 Per filmare le condizioni ambientali disastrose del fiume Oreto di Palermo, ho risalito le sue acque inquinate a piedi e a nuoto realizzando il documentario “Oreto The Urban Adventure”;.
2011 Per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ho percorso in bici da Marsala a Torino, il viaggio di Garibaldi con i mille. Con un iPhone ho raccontato il viaggio sul mio blog.
2012 Affascinato dagli esperimenti di isolamento “fuori dal tempo” del geologo e speleologo francese Michel Siffre, ho trascorso 700 ore nella Grotta del Pidocchio (Palermo, Monte Pellegrino), a trenta metri di profondità. In completa solitudine, senza riferimenti temporali.
2014 Seguendo le orme del celebre esploratore e alpinista Walter Bonatti, ho percorso 1.400 km sul fiume Yukon in canoa in solitario. Da questa avventura, e dai 16000 km in autostop per raggiungere il fiume, è nato The Yukon Blues, documentario in cui metto a confronto la mia esperienza con quella di Bonatti (realizzata nel 1965). The Yukon Blues è distribuito da Deejay TV e La Gazzetta dello Sport e ha vinto premi internazionali.
Dal 2015 sono impegnato nella produzione di The Raftmakers, come produttore, autore e videomaker sul campo. Discendo alcuni fiumi del mondo su zattere improvvisate per documentare ciò che resta del rapporto uomo-fiume oggi.