(S)LEGATI

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GIOVEDì 24 LUGLIO, ORE 21

Uno spettacolo di e con Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi.
(S)legati è una storia vera. È una storia di alpinismo estremo. È una storia di sopravvivenza. È la storia di un impresa. È la storia di un amicizia. Ed è una storia d’amore: per la vita, per l’uomo, per la montagna. È un monito di insegnamento per quando dobbiamo affrontare difficoltà che sembrano insormontabili. È la storia di un’impresa eroica, impossibile, sovrumana ma anche profondamente umana. È una storia piena di ingredienti: gioia, dolore, coraggio, paura, coscienza, incoscienza, morte, di vita. È una storia così vera da sembrare finta. Perfetta per il teatro.

Slegati-spettacolo

La storia
Sono due amici. Sono due attori. E sono due appassionati di montagna. Meglio: due arrampicatori della domenica. Un giorno si sono imbattuti nell’incredibile storia vera degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates. E’ la storia di un sogno ambizioso, il loro: quello di essere i primi al mondo a scalare il Siula Grande, attaccato dalla parete ovest. E’ anche la storia di un amicizia, e della corda che, durante quella terribile impresa, lega questi due giovani ragazzi, la corda che mette la vita dell’uno nelle mani dell’altro. Come sempre avviene in montagna c’è dunque una cima da raggiungere, la estenuante conquista della vetta, la gioia dell’impresa riuscita. Ma poi, quando il peggio è passato e la strada è ormai in discesa, c’è la vita che ti fa uno sgambetto, e c’è la morte ad un passo. Un terribile incidente in alta quota. Joe durante una banale manovra si rompe una gamba, e l’impresa diventa riuscire a tornare vivi: a 5.800 metri, la minima frattura si può trasformare in una condanna a morte. I due ragazzi ne sono consapevoli, ma nonostante le condizioni disperate tentano un operazione di soccorso. Tutto sembra funzionare finché, proprio quando le difficoltà sembrano essere superate, c’è un altro imprevisto che giustifica quel che nessun alpinista vorrebbe mai trovarsi obbligato a fare: Simon è costretto a tagliare la corda che lo lega al compagno. Un gesto che separa le loro sorti unite. Che ne (s)lega i destini per sempre. Un atto estremo e drammatico che rovescerà incredibilmente la vita di entrambi. E’ la storia di un miracolo, di un avventura al di là dei limiti umani, ed è al contempo una metafora: delle relazioni, tutte, e dei legami. La montagna diventa la metafora del momento in cui la relazione è portata al limite estremo, in cui la verità prende forma, ti mette alle strette e ti costringe a “tagliare”, a fare quel gesto che sempre ci appare così violento e terribile, ma che invece, a volte, è l’unico gesto necessario.

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