STEFANO “CISCO” BELLOTTI

E’ cominciato tutto una fredda serata del febbraio ‘92, quando per scherzo Stefano Bellotti, con la sua maglietta usurata con scritto San Francisco negli anni diventato Cisco, salì su un palco insieme a una band formatasi da poco e sconosciuta: i Modena City Ramblers.
Quella sera è cominciata un’avventura intensa, importante, con quasi un milione di copie vendute, piena di incontri, eventi e concerti indimenticabili insieme ai Van Morrison, Cranberries, Deep Purple, Primus, Manu Chao e gli Ska-p! E che dire dei concerti-spalla a grandi artisti come Pogues, Shane McGowan ,Chieftains o Goran Bregovic? I numeri parlano chiaro, 1200 date in 15 anni di storia, condite da collaborazioni incredibili con amici-artisti del calibro di Paolo Rossi, Francesco Guccini, Billy Bragg, Moni Ovadia, Bob Geldof, passando attraverso incontri memorabili con i giganti della scrittura, Luis Sepulveda, Daniel Chavarria, Paco Taibo II, Carlo Lucarelli. Sempre e comunque in viaggio, con la valigia pronta e un nuovo cielo da attraversare. Come nel deserto del Sahara (96 e 99), le esperienze a Cuba e in Bolivia per suonare in onore del Che (97), l’Albania (99) e il Sudafrica nel (2000/02) e infine Guatemala, Chiapas e Palestina (2005).
E’ del 2006 “La lunga notte”, il primo lavoro da solista; nel 2008 arriva “Mulo”, una nuova band, nuovi viaggi (Tanzania, Romania, Treno della memoria); nel 2009 il concertine del Primo Maggio, e poi “Dal vivo volume I” che riassume tutta la mia attività live dopo l’uscita dai Modena; “40 anni – storie di Ramblers, innocenza, esperienza” che ha visto il Sold Out in tutti i teatri, e “Fatica da coltivare”, per arrivare alla sua ultima fatica – o gioia: “Fuori i secondi”, del 2012, un album voluto, desiderato con una lavorazione che viene da lontano, con omaggi ad Augusto Daolio, Ligabue (il pittore!), Jurij Gagarin e Dorando Petri. E nel 2013, l’atteso “Dal vivo – volume 2”.
Sono passati 20 anni, in mano c’è sempre la valigia di un tempo, forse un po’ più ammaccata ma sempre pieni di sogni, che alla fine sono l’unica cosa che ti fa andare avanti.

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