Ecco tutti i vincitori degli Adventure Awards 2014

Sono stati assegnati gli awards dedicati ai film 2014.

 

Il Best Movie è stato assegnato a “The bear in mind”, di Julien Carbon e Vincent Perazio. Il premio è stato assegnato per la forza di questo film, capace di trasformare un evento drammatico in una occasione di riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.

 

Il Green Movie Award è stato assegnato a Patabang, di Andrea Frigerio, con Paolo Masa e Jacopo Merizzi.
Il premio è stato assegnato per la bellezza e la leggerezza di questo film, capace di raccontare una vicenda umana e alpinistica, come quella dei sassisti della Val di Mello, con grande ironia, ponendo in evidenza l’impegno di questo gruppo di persone nel tutelare l’ambiente di questa straordinario luogo.

 

Sono stati anche premiati con la Barba d’Oro gli alpinisti Hervé Barmasse e Emilio Previtali.

 

Adventure Awards 2014

 

A Barmasse è stata consegnata la Golden Beard come Best Adventurer 2014, in considerazione sia delle imprese da lui compiute, come il primo concatenamento delle creste del Cervino in solitaria e in invernale, sia del suo stile: Barmasse è un alpinista moderno, ma attento alle tradizioni, un uomo capace di diventare modello per le nuove generazioni anche per la sua cultura della montagna, lontana dalla difficoltà e dalla prestazione fine a se stessa.

 

Emilio Previtali ha ricevuto invece il premio come Best Storyteller 2014, in considerazione del ruolo ricoperto nella spedizione sul Nangaparbat e della sua capacità di trasformare la vita in storie, con ironia e leggerezza, lontano dalla retorica. Previtali sarà a Livigno, il 24 e il 25, anche per tenere un workshop di “storytelling”, rivolto sia ai professionisti dell’outdoor, sia a chi si occupa di comunicazione, sia a chi ama inventare e costruire storie.

 

Emilio e Hervé hanno ricevuto i premi dalle mani di Danilo Callegari, esploratore pordenonese premiato nel 2013 e attualmente impegnato nella preparazione di una nuova spedizione in Africa.

 

La Golden Beard è un premio che allude ironicamente alla barba dell’avventuriero o dell’avventuriera – perché no? -, come necessità retorica in quest’ultimo caso, come più o meno efficace difesa dagli elementi nel primo. Ogni anno il premio viene realizzato da un giovane designer, quest’anno da Giacomo Mara.